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ott 182015
 

Studenti protagonisti contro la corruzione:

ecco un piccolo grande atlante per mapparla

Presentati alla Sapienza i risultati della seconda edizione del laboratorio didattico

che ha scandagliato il fenomeno in tre regioni: Campania, Lombardia e Lazio

 

ROMA - Mille studenti in prima fila per la legalità: questa la grande pluriclasse che ha partecipato attivamente alla seconda edizione del progetto “Piccolo Atlante della corruzione”, mappando il fenomeno in Campania, in Lombardia e nel Lazio. Il laboratorio didattico itinerante – ideato da Beatrice Ravaglioli del circolo Libertà e Giustizia di Roma e promosso in partnership con Repubblica.it – è approdato nell’Aula Magna dell’Università Sapienza per dare la parola ai ragazzi e fare un bilancio della loro esperienza sul campo nel territorio romano e laziale, terzo e ultimo incontro conclusivo dopo quelli del 20 maggio a Napoli per la Campania e del 25 maggio a Milano per la Lombardia. Un progetto sostenuto dall’Associazione Nazionale Magistrati e dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, in collaborazione con l’Università degli Studi di Pisa e finanziato dal Miur attraverso la Direzione Generale dello Studente guidata da Giovanna Boda.

Il valore formativo di questo tipo di esperienza, in cui gli studenti sono protagonisti, rappresenta un elemento su cui puntare per incrementare la consapevolezza nei ragazzi e dare loro gli strumenti per riconoscere e combattere la corruzione, come sottolinea Paolo Sciascia del Miur rivolgendosi alla platea: “C’è il pieno sostegno da parte del ministero a questa esperienza formativa per la legalità: è encomiabile il coinvolgimento diretto degli studenti attraverso il lavoro sul campo”. I quattrocento ragazzi dei sei licei statali del Lazio coinvolti nel progetto hanno presentato i risultati delle indagini condotte nei Municipi delle loro scuole, per cercare di far emergere l’universo sommerso della corruzione e analizzare il fenomeno anche alla luce di alcuni casi di cronaca giudiziaria del recente passato.

Una mattinata in cui gli studenti – intervistati dalla giornalista di cronaca nera e giudiziaria di Repubblica Federica Angeli, convinta sostenitrice dell’iniziativa – hanno preso la parola per raccontare ai tutor e ai professori che li hanno seguiti durante questo percorso le loro impressioni alla fine del “viaggio” e tracciare un bilancio. Angela, Federico, Lorenzo, Cristina, Sara: sono tante le voci che si susseguono al microfono – in rappresentanza di tutti gli studenti che hanno lavorato al progetto – e si confrontano sui risultati ottenuti e sulle varie tappe che hanno portato al piccolo grande traguardo dell’Atlante anticorruzione che alla fine dell’incontro verrà distribuito a ciascun partecipante.

L’avvocato del Foro di Roma Guido Lombardi ascolta con attenzione le parole dei ragazzi e vede in loro piccoli/grandi messaggeri di legalità: “Per me l’importanza, direi anzi la necessità, di un’iniziativa come questa risiede nella forza emotiva e nella purezza degli ideali che tira fuori dalle nuove generazioni e che solo loro possono avere per instaurare un cortocircuito nel sistema di conduzione elettrico che permea il tessuto atrofizzato della società attuale”.

La somministrazione dei questionari sul territorio per mappare la corruzione non è stata sempre facile: un percorso accidentato segnato da porte in faccia e rifiuti, paura di ritorsioni in caso di denuncia, risposte date a mezza bocca e anche muri di gomma in alcuni uffici pubblici che si sono rifiutati di promuovere il questionario tra i propri dipendenti. Difficoltà che hanno temprato i ragazzi, per nulla scoraggiati anche quando, nel recuperare i questionari, alcuni sono stati riconsegnati loro non compilati e strappati. La mappa romana e laziale – territorio ancora scosso dall’inchiesta su Mafia Capitale – è variegata e complessa.

Prati, Cinecittà Est, Eur, Infernetto, Ostia: realtà di quartiere molto diverse tra loro dove i ragazzi del progetto sono andati a scavare per cercare casi di corruzione e sondare la disponibilità degli intervistati ad agire in prima persona per combattere il fenomeno. Dai questionari raccolti la corruzione è percepita come presente, la sfiducia nelle Istituzioni è tanta, l’insofferenza palpabile: bisogna che ciascuno faccia qualcosa, nel suo piccolo, per evitare che il dato diventi strutturale e che la rassegnazione abbia la meglio sulla voglia di cambiamento. Lo sintetizza molto bene la definizione raccolta in una risposta: “La corruzione ruba il futuro e la speranza ai giovani”.

Al termine dell’incontro, prima di distribuire agli studenti una copia del Piccolo Atlante della corruzione realizzato dal proprio liceo, intermezzo musicale con la prima assoluta del brano rap “Per la tangente” del gruppo Fight for Truth, formato da 5 studenti-rapper contro la corruzione. In conclusione il professor Alberto Vannucci – politologo, direttore del Master Anticorruzione dell’Università di Pisa e presidente di Libertà e Giustizia – sottolinea il valore dell’iniziativa per la legalità rivolgendosi agli studenti protagonisti contro la corruzione: “Chiudiamo oggi questo progetto e mi viene in mente lo slogan del Maggio Francese: non è che un inizio, continuiamo a combattere”.

FONTE Repubblica.it, MANUEL MASSIMO

 

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