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feb 202015
 

Lazio, Campania, Lombardia: l'atlante degli studenti sulla corruzioneUn laboratorio sociale per mappare la corruzione scandagliando le aree metropolitane di Lazio, Campania e Lombardia attraverso questionari mirati per analizzare il fenomeno sul territorio partendo dai banchi di scuola. La seconda edizione del“Piccolo Atlante della corruzione”- progetto promosso dall’Associazione Libertà e Giustizia (LeG) in collaborazione con il Miur, l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), l’Associazione nazionale magistrati (Anm), l’Università di Pisa e Repubblica. it – è partita dalla Facoltà di Economia della Sapienza di Roma, dove 400 studenti di 6 licei del Lazio si sono incontrati con i professionisti che li seguiranno durante questo percorso: una lezione di legalità per riflettere, confrontarsi e cominciare a studiare da vicino il fenomeno della corruzione.

In apertura la presidente di LeG Sandra Bonsanti – che si presenta ai ragazzi come una “nonna della Prima Repubblica” – invita i presenti a ragionare con la propria testa, contro ogni forma di omologazione. Questa esperienza per gli studenti sarà – come sottolinea la coordinatrice del progetto Beatrice Ravaglioli – “quasi un tirocinio”: saranno guidati ma dovranno anche operare in prima persona per portare avanti al meglio l’attività di laboratorio nel tessuto sociale della loro realtà urbana, somministrando in forma anonima questionari per mappare il fenomeno della corruzione, creando un rapporto di fiducia e vincendo le ritrosie degli intervistati. Il cronoprogramma degli interventi, regione per regione, è presente sul sito dell’iniziativa www.piccoloatlantedellacorruzione.it.

Il professor Alberto Vannucci, docente di Scienza Politica e direttore del Master anticorruzione dell’Università di Pisa, definisce la corruzione come “il tradimento di un rapporto di fiducia” che produce una serie di effetti a cascata. Un’attività invisibile, che agisce in modo occulto, ma i cui risultati si ripercuotono violentemente nella vita di tutti i giorni perché degrada ogni servizio che lo Stato offre ai cittadini: “I corrotti rubano il futuro: voi giovani che avete tutta la vita davanti in questo percorso di legalità non siete soli”.

Michele Corradino, consigliere dell’Anac guidata da Raffaele Cantone, nota come in fatto di corruzione si sia passati “dall’economia della mazzetta all’economia dei favori” cominciando a citare l’inchiesta di “Mani Pulite” e via via le altre più recenti, le statistiche sull’evasione fiscale, gli indici di corruzione percepita che penalizzano il nostro Paese sul mercato internazionale: “La corruzione incide sul principio di uguaglianza e sul merito: i cittadini devono agire come sentinelle della legalità e il ruolo di voi giovani è essenziale”.

Federica Angeli, cronista di nera e giudiziaria per La Repubblica, parte dal presente delle intercettazioni dell’inchiesta “Mafia Capitale” e racconta ai ragazzi la sua esperienza di giornalista che vive sotto scorta solo per non aver girato la testa dall’altra parte e aver fatto il suo lavoro fino in fondo: “Mi aspetto che ascoltandomi vi venga la voglia di credere che questo sistema si può ribaltare: è una lotta difficile, ragazzi, ma alla fine secondo me vinciamo noi, non piegandoci a quelle regole”. In sala parte un applauso spontaneo, convinto e prolungato.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Roma Mario Palazzi, da magistrato che combatte la corruzione, dice di sentirsi come un medico in un pronto soccorso: “Dovrei avere la fila fuori, ma questa fila non c’è e dobbiamo chiederci perché nessuno denuncia. Forse perché manca il primo deterrente contro la corruzione che è la disapprovazione”. Il sistema delle frequentazioni e la concezione feudale del potere – come quando di fronte a un qualsiasi problema la prima domanda ci si fa è “chi conosco?” – produce un sostrato favorevole al proliferare della corruzione, in ogni sua forma, come sottolinea Palazzi: “A me preoccupa la corruzione di strada, quella del vigile urbano e del piccolo favore: sono tutte queste cose messe insieme che devastano il nostro Paese. Come diceva Balzac: la corruzione è l’arma dei mediocri”. Intermezzo con l’attore Massimo Wertmüller che interpreta un breve excursus poetico su “corruzione e legalità” con citazioni di Belli, Trilussa e Pascoli.

Nel corso della mattinata le sollecitazioni sono state tante e le domande dei ragazzi che prenderanno parte al progetto “Piccolo Atlante della corruzione” si susseguono incalzanti: il rapporto tra corruzione e crisi economica; la mancanza di certezza della pena come incentivo a delinquere, con la prescrizione sempre dietro l’angolo che pende come una spada di Damocle su ogni processo; l’applicazione e l’interpretazione della legge. E se per semplificare la pubblica amministrazione e snellire i processi bisogna “spuntare le unghie alla burocrazia”, una citazione di Tacito ricorda che “in uno Stato corrotto si producono leggi a dismisura”. Una nuova marcia per la legalità è appena cominciata e cammina anche sulle gambe di questi ragazzi.

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