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mar 082015
 

massimolombIl “Piccolo Atlante della corruzione” fa tappa in Lombardia: il progetto itinerante per la legalità, promosso da Libertà&Giustizia in partnership con Repubblica.it, dopo essere passato per Roma approda nella capitale economica del Paese, nell’aula magna del Liceo Scientifico Statale Virgilio di Milano dove questa mattina 200 ragazzi di quattro scuole superiori  lombarde hanno incontrato magistrati anticorruzione, giornalisti d’inchiesta e studiosi che li seguiranno nel corso di questo articolato progetto per indagare e mappare il fenomeno della corruzione sui territori delle loro scuole. Presenti all’incontro i cronisti di Repubblica Federica Angeli e Emilio Randacio.

Lo strumento per portare avanti questo laboratorio d’indagine e analisi della corruzione è un questionario anonimo messo a punto dal professor Alberto Vannucci, politologo e direttore del Master anticorruzione presso l’Università di Pisa: i risultati della mappatura delle aree metropolitane interessate – nel Lazio, in Lombardia e in Campania – saranno pubblicati e messi a disposizione delle Istituzioni locali e nazionali. Un piccolo vademecum contro la corruzione per cercare di dare una dimensione al fenomeno, troppo spesso sommerso e senza volto, come dimostrano le cronache recenti, da Mafia Capitale all’Expo di Milano.

La criminalità dei colletti bianchi trova terreno fertile nella commistione tra pubblico e privato, nella linea di confine sempre più labile tra lecito e illecito, nelle pieghe di una burocrazia che invece di favorire la trasparenza troppo spesso perpetua la discrezionalità. Il questionario, come sottolineano gli ideatori del progetto serve come punto di riferimento per non perdere la bussola: “Per orientarsi nell’universo sotterraneo dei favori, delle regalie, degli scambi illeciti, delle tangenti. Per comprendere natura, dimensioni, dinamiche e conseguenze dell’allarmante diffusione del fenomeno nella società italiana”.

La griglia delle domande è stata costruita per far emergere il dato della corruzione percepita a partire dalla vita quotidiana, intervistando in forma anonima persone comuni che ogni giorno possono entrare in contatto con situazioni a rischio semplicemente svolgendo il proprio lavoro in un’istituzione pubblica o privata, presso un’azienda a conduzione familiare o in un ufficio. Tra le categorie individuate: pubblico impiego, commercio, artigianato, imprenditoria privata, pubblica sicurezza, forze armate, liberi professionisti e membri del clero. Ma anche studenti, precari e disoccupati.

Per analizzare il fenomeno bisogna partire innanzitutto dalla sua definizione: che cosa intendiamo per corruzione? Le quattro opzioni di risposta del questionario vanno da “reato grave” a “pratica indispensabile per raggiungere i propri scopi” passando per “una prassi civilmente e socialmente riprovevole” e “un malcostume talvolta necessario”: diversi gradi di percezione per cominciare a delineare una mappa realistica e globale del fenomeno alla luce dei singoli comportamenti, per completare il quadro anche con le definizioni di corrotto e corruttore. I ragazzi della Lombardia coinvolti nel laboratorio “Piccolo Atlante della corruzione” distribuiranno i questionari a partire da lunedì 9 marzo.

Intanto il progetto itinerante per la legalità – finanziato dal Miur e sostenuto attivamente dall’Agenzia Nazionale Anticorruzione e dall’Associazione Nazionale Magistrati – martedì 10 marzo farà tappa a Napoli dove 300 studenti di cinque scuole superiori della Campania entreranno a far parte del laboratorio per mappare il fenomeno della corruzione anche al Sud, completando un ideale quadro nazionale accanto alle attività portate avanti dai ragazzi di Lazio e Lombardia. Da questo lavoro d’équipe, realizzato grazie a più di 1.000 studenti, verrà fuori una pubblicazione che potrà essere utilizzata come documento per portare avanti politiche anticorruzione mirate. Prendere coscienza del fenomeno è il primo passo per poterlo sconfiggere e la battaglia per la legalità si combatte giorno per giorno.

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