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mar 042015
 

logo850x613Il Prof Fabrizio D’ascenzo, vice preside della Facoltà di Economia e Commercio che ha ospitato l’evento, ha porto parole di benvenuto ai 400 studenti di 6 licei e ai docenti presenti,  a tutti i relatori, Sandra Bonsanti, Riccardo Lancellotti, Alberto Vannucci, Michele Corradino, Federica Angeli, Mario Palazzi nonché alla Coordinatrice nazionale del progetto Beatrice Ravaglioli, moderatrice della giornata.

L’incontro si è svolto in una clima di intensa empatia tra l’aula gremita di giovani attenti e coinvolti e relatori, esperti e rappresentanti delle Istituzioni, che hanno portato, con spontaneità ed immediatezza, la propria testimonianza umana e  professionale sul tema della legalità.

Sandra Bonsanti, Presidente di Libertà e Giustizia, ha invitato i giovani ospiti ad esercitare sempre, nella propria autonomia, il potere  di ascolto come rifiuto del ” pensiero unico” e ha concluso citando un verso di Orazio ” non omnis moriar”: non moriremo del tutto (dalla memoria collettiva), se avremo percorso la nostra vita da veri cittadini “con la schiena dritta”.

Riccardo Lancellotti , Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, in rappresentanza del Miur Partner Istituzionale del progetto, parla della corruzione come un fenomeno molto grave che inquina le regole della convivenza democratica ed ostacola il riconoscimento del merito , tutta la società e la scuola ” in primis” deve operare affinché il senso di giustizia innato in ciascuno di noi possa svilupparsi e contribuire a cambiare la situazione.

La parola, ora, passa agli esperti.

Il Professor Alberto Vannucci si sofferma su alcuni aspetti fondamentali  della corruzione e cioè che la corruzione va al di là della violazione degli articoli del codice penale  perché è soprattutto un tradimento di un rapporto di fiducia tra la Comunità ed i propri rappresentati (  amministratori, politici, funzionari), il corrotto prima di essere colpevole penalmente è innanzitutto un traditore.
La  corruzione nega i diritti fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione  come il diritto alla salute,  allo studio, al lavoro, alla vita e l’importanza di questo progetto pensato per i giovani e da loro stessi realizzato risiede nel fatto che il peso ed il costo della corruzione , purtroppo , gravano in misura superiore soprattutto sulle spalle delle nuove generazioni.
Gli studenti con questo progetto non andranno ad indagare sui grandi scandali, già ampiamente trattati dai media, ma sulla parte oscura della corruzione quella piccola corruzione comune che è corruzione anch’essa e degrada la vita quotidiana di tutta la società.

Cita una frase di Bufalino “Per sconfiggere la mafia occorre un esercito di maestri”, laddove mafia e corruzione sono due fenomeni strettamente intrecciati.

Il Consigliere Michele Corradino in rappresentanza dell’ ANAC  correla    il fenomeno della corruzione con le sempre più numerose ” fughe dei cervelli” e mette in guardia il giovane pubblico su come la corruzione eroda la sovranità del popolo. Spesso i corrotti hanno il culto delle buone maniere ma esorta gli studenti ad una scelta personale di non rimanere “nella zona grigia”, quella che sta tra la legalità e la passiva accettazione di illegalità. E’ fondamentale costruire una cultura di disapprovazione, di intolleranza alla illegalità.

La giornalista Federica Angeli nel raccontare la propria scelta di vita di lotta alla criminalità pone l’accento sul fatto che nel tessuto sociale si è creata purtroppo una certa acquiescenza alla corruzione, del genere  “sarà malcostume ma funziona così…” e si aspetta dai giovani  la dimostrazione che questo sistema si può ribaltare.
Basta non seguire  quelle regole che ormai sembrano diventate imperanti, ma vivere con la schiena dritta e non piegarsi a determinati comportamenti .
La libertà di movimento di cui è stata privata ( è sottoposta ad un regime di sicurezza) la rivendica in questo contesto e la sua scelta di dire “No, a quelle regole non ci sto” diventa una lotta e un impegno quotidiano.

Il Sostituto Procuratore Mario Palazzi, intervenuto in nome  dell’ANM, ritiene che nel nostro paese manca una sanzione che è il primo deterrente a comportamenti  illegali e cioè la disapprovazione dell’intera comunità . Ciò a differenza di altre nazioni  in cui rispetto ad un comportamento illegale di un politico tale tipo di sanzione funziona in quanto l’intera comunità ritiene inaccettabile non tanto e non solo l’atto illegale in sé quanto il fatto che chi avesse commesso quel reato potesse rappresentare i cittadini. Trova drammaticamente spropositato che rispetto al dilagare della corruzione arrivino poche denunce da parte dei cittadini, il che vuol dire che la piccola corruzione” in modica quantità” è socialmente accettata  e se non cambiamo questo modo di pensare non cambieremo  questo Paese.
Ai giovani interlocutori dice “Voi siete chiamati con questo progetto e con il vostro modo di interpretare la cittadinanza ad un compito importante”

La prima parte dell’incontro si chiude con un appassionato intervento dell’attore Massimo Wertmuller sul tema della corruzione e  dopo aver citato un celebre sonetto romano di Belli “Li magni” conclude dicendo agli studenti “Vi vedo come portatori sani del cittadino di domani e quindi come coloro che il domani possono ancora cambiarlo”.

Alla ripresa numerose ed interessanti le domande poste dagli studenti agli esperti ( quanto pesa l’incertezza della pena sul fenomeno della corruzione? In uno scenario di crisi di legittimazione di molte democrazie dell’occidente  come può ancora l’Italia sopportare il fardello della corruzione? e’ possibile superare alcune forme di corruzione attraverso un’ancora più marcata semplificazione dell’attività della P.A.? Esiste corruzione nell’informazione? etc) alla fine delle quali si passa alla distribuzione dei questionari ed alla programmazione dei prossimi appuntamenti.

Buon lavoro ragazzi!

Linda Catanese

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